Settimana europea per la sicurezza sul lavoro 2026: dalla prevenzione agli impegni dei prossimi mesi

Settimana europea per la sicurezza sul lavoro 2026: dalla prevenzione agli impegni dei prossimi mesi

Di Giovanni Polidoro Gruppo Polaris

Dal 19 al 25 ottobre torna la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro. Un’occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e, soprattutto, sulle sfide che attendono imprese e professionisti della prevenzione nei prossimi mesi.

La sicurezza sul lavoro non può essere affrontata soltanto quando cambia una norma o si verifica un infortunio. Richiede continuità, aggiornamento e capacità di trasformare gli obblighi legislativi in comportamenti concreti. È questo il messaggio che accompagna la Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, promossa dall’Agenzia europea EU-OSHA e coordinata in Italia attraverso il Focal Point nazionale presso l’INAIL.

Per le aziende, i datori di lavoro e i professionisti HSE, l’appuntamento rappresenta un’opportunità per rafforzare la cultura della prevenzione e prepararsi alle priorità dei prossimi mesi.

Formazione, aggiornamento e nuove responsabilità

Uno dei temi centrali resta la formazione. L’entrata in vigore del nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha ridefinito il quadro di riferimento per la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, rendendo ancora più importante verificare la conformità dei percorsi formativi e la corretta gestione degli aggiornamenti.

La sfida per le imprese non consiste soltanto nel programmare i corsi obbligatori, ma nel garantire che le persone acquisiscano competenze realmente utili per riconoscere i pericoli, adottare comportamenti corretti e intervenire nelle situazioni di rischio.

Datori di lavoro, RSPP, ASPP, RLS, coordinatori della sicurezza e responsabili HSE sono chiamati a lavorare in modo coordinato, superando una visione della formazione come semplice adempimento documentale.

Le sfide dei prossimi mesi: dalla conformità alla prevenzione concreta

Il settore della sicurezza sul lavoro si trova davanti a una fase di evoluzione che richiede attenzione su più fronti.

1. Rendere efficace la formazione. La qualità dei percorsi, la verifica dell’apprendimento e il trasferimento delle competenze nella pratica quotidiana devono diventare elementi centrali. La formazione funziona quando contribuisce a ridurre gli errori e a migliorare le decisioni operative.

2. Rafforzare la gestione dei rischi. La valutazione dei rischi deve essere aggiornata e coerente con le attività effettivamente svolte. Cambiamenti organizzativi, nuove attrezzature, processi produttivi e modalità di lavoro richiedono un monitoraggio costante, in linea con i principi del D.Lgs. 81/2008.

3. Valorizzare le segnalazioni dei mancati infortuni. I cosiddetti near miss rappresentano un patrimonio informativo spesso sottoutilizzato. Raccogliere e analizzare le segnalazioni consente di individuare criticità prima che si trasformino in eventi dannosi, favorendo una prevenzione più partecipata.

4. Governare l’innovazione tecnologica. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e nuovi strumenti di gestione possono migliorare il controllo delle scadenze, la disponibilità della documentazione e l’efficacia della formazione. Occorre però integrarli correttamente nei processi aziendali, mantenendo al centro la competenza delle persone e le responsabilità previste dalla legge.

5. Migliorare l’organizzazione della prevenzione. La sicurezza deve coinvolgere l’intera azienda. Il dialogo tra direzione, lavoratori, RSPP, RLS, medico competente e consulenti è fondamentale per costruire un sistema capace di anticipare i problemi, anziché limitarsi a gestirne le conseguenze.

Il ruolo delle imprese e dei professionisti

L’articolo 15 del D.Lgs. 81/2008 individua i principi fondamentali della tutela, dalla valutazione dei rischi alla loro eliminazione o riduzione alla fonte, fino alla priorità delle misure di protezione collettiva. Applicare questi principi significa investire nella prevenzione come parte integrante della gestione aziendale.

Nei prossimi mesi, le imprese dovranno quindi prestare particolare attenzione alla verifica dei percorsi formativi, alla gestione delle scadenze, all’aggiornamento della documentazione e alla capacità di misurare l’efficacia delle misure adottate.

Per i professionisti del settore si apre una fase nella quale la competenza tecnica dovrà accompagnarsi sempre più alla capacità di affiancare le aziende, semplificare i processi e promuovere una cultura della sicurezza condivisa.

Gruppo Polaris: accompagnare le aziende nella prevenzione

La Settimana europea richiama un principio fondamentale: la sicurezza non si esaurisce nel rispetto delle norme, ma si costruisce ogni giorno attraverso formazione, organizzazione e strumenti adeguati.

È in questa direzione che opera Gruppo Polaris, affiancando le imprese nella formazione sulla sicurezza sul lavoro, nei servizi di prevenzione e nella gestione digitale della documentazione attraverso soluzioni come Sicureasy.

La vera sfida dei prossimi mesi sarà trasformare gli obblighi in opportunità di miglioramento. Perché una prevenzione efficace non tutela soltanto la salute dei lavoratori: contribuisce anche alla continuità operativa, alla qualità dell’organizzazione e alla solidità dell’impresa.

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