Formazione sicurezza sul lavoro: stop ai 60 giorni, obbligo immediato per le aziende

Formazione sicurezza sul lavoro: stop ai 60 giorni, obbligo immediato per le aziende

di Giovanni Polidoro – Gruppo Polaris

La sicurezza, ancora una volta, non può essere rimandata.

Per anni è stata una prassi consolidata: assumere un lavoratore e programmare la formazione obbligatoria in materia di sicurezza entro i successivi 60 giorni. Una consuetudine diffusa, tollerata nella pratica operativa di molte aziende, ma che oggi viene definitivamente superata.

Il recente chiarimento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali segna infatti un punto di svolta: la formazione deve essere erogata immediatamente, senza alcun margine temporale differito.


Un principio già presente, ma spesso disatteso

A ben vedere, non si tratta di una rivoluzione normativa, bensì di un ritorno alla corretta interpretazione del Decreto Legislativo 81/2008.

Il Testo Unico parla chiaro: la formazione deve essere “adeguata e sufficiente” e, soprattutto, tempestiva. È proprio su questo concetto che negli anni si è creata un’ambiguità operativa, trasformata in una prassi non codificata: quella dei 60 giorni.

Oggi, quel margine non è più giustificabile.


Quando deve essere fatta la formazione

Il datore di lavoro è tenuto a garantire la formazione:

  • all’atto dell’assunzione
  • in caso di somministrazione di lavoro
  • al trasferimento o cambio mansione
  • in presenza di nuove attrezzature, tecnologie o sostanze pericolose

Questo significa, in termini concreti, che il lavoratore non può essere adibito alla propria attività senza aver ricevuto una formazione adeguata.


Implicazioni operative: serve un cambio di mentalità

L’eliminazione del “cuscinetto” dei 60 giorni impone una revisione immediata dei processi aziendali.

Non si tratta solo di organizzare corsi in tempi più rapidi, ma di ripensare completamente l’approccio alla gestione della sicurezza:

  • la formazione diventa parte integrante dell’onboarding
  • le aziende devono dotarsi di strumenti formativi prontamente disponibili
  • diventa essenziale una programmazione preventiva, soprattutto nei settori con alta rotazione del personale

In questo contesto, anche le soluzioni digitali e l’e-learning assumono un ruolo sempre più centrale, purché conformi ai requisiti normativi.


Rischi e responsabilità

Sottovalutare questo passaggio può esporre il datore di lavoro a conseguenze rilevanti.

In caso di infortunio, la mancata formazione tempestiva può configurarsi come una grave responsabilità, con implicazioni sia sanzionatorie sia penali.

Ma anche in assenza di eventi, i controlli ispettivi potranno verificare con maggiore attenzione la tempistica effettiva dell’erogazione formativa.


Un’opportunità per fare sicurezza “vera”

Questo cambio di rotta rappresenta, in realtà, un’opportunità.

Superare la logica dell’adempimento formale e investire in una formazione immediata e concreta significa:

  • ridurre il rischio di infortuni
  • aumentare la consapevolezza dei lavoratori
  • migliorare l’organizzazione interna

Giovanni Polidoro
Gruppo Polaris – Sicurezza sul Lavoro e Consulenza Aziendale

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