La digitalizzazione della gestione dei rifiuti entra in una fase decisiva.
Dal 15 dicembre 2025 ed entro il 13 febbraio 2026 scatta infatti l’obbligo di iscrizione al RENTRI per i produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti, come stabilito dal D.M. 59/2023, attuativo del D.Lgs. 152/2006.
Si tratta dell’ultima finestra temporale prevista dalla normativa, un passaggio fondamentale per garantire la piena tracciabilità dei rifiuti e la conformità agli obblighi ambientali.
Cos’è il RENTRI e perché è centrale per le imprese
Il RENTRI – Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti è lo strumento digitale istituito dal Ministero dell’Ambiente per monitorare l’intero ciclo di vita dei rifiuti, dalla produzione al trasporto fino allo smaltimento o recupero.
L’obiettivo è duplice:
aumentare trasparenza e controllo
semplificare e uniformare la gestione documentale in formato digitale
Per le imprese, questo comporta un cambiamento significativo nei processi operativi quotidiani.
Quali obblighi scattano con l’iscrizione
A partire dalla data di iscrizione al RENTRI, i produttori di rifiuti pericolosi interessati dovranno:
tenere il registro cronologico di carico e scarico esclusivamente in formato digitale
utilizzare i propri sistemi gestionali oppure i servizi di supporto gratuiti messi a disposizione dal RENTRI
gestire, dal 13 febbraio 2026, il Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) in formato digitale per i rifiuti pericolosi
Il passaggio al digitale richiede quindi non solo l’adempimento formale dell’iscrizione, ma anche una corretta preparazione organizzativa e tecnica.
Chi è escluso dall’obbligo di iscrizione
La normativa prevede alcune esclusioni, disciplinate dall’art. 190, commi 5 e 6 del D.Lgs. 152/2006. In particolare, sono esclusi – al ricorrere delle condizioni previste –:
imprenditori agricoli con volume d’affari annuo non superiore a 8.000 euro
imprese che raccolgono e trasportano esclusivamente i propri rifiuti non pericolosi
produttori iniziali di soli rifiuti non pericolosi con non più di 10 dipendenti
Restano invece soggetti a iscrizione i produttori di rifiuti pericolosi, anche se di piccole dimensioni, salvo le specifiche eccezioni previste dalla legge.
Prepararsi al FIR digitale: una scadenza da non sottovalutare
Il 13 febbraio 2026 rappresenta una data chiave anche per l’entrata a regime del FIR digitale (xFIR).
Da quel momento, per i rifiuti pericolosi, la gestione del formulario dovrà avvenire in modalità digitale tramite la piattaforma RENTRI e la relativa APP.
La corretta configurazione dei sistemi, la formazione del personale e la conoscenza delle procedure diventano quindi elementi essenziali per evitare errori, ritardi o sanzioni.
Il ruolo della formazione e del supporto specialistico
In questo scenario, la formazione tecnica e normativa assume un ruolo strategico.
Affidarsi a consulenti qualificati consente alle imprese di:
chiarire correttamente i propri obblighi normativi
impostare in modo corretto registri e formulari digitali
affrontare la transizione al RENTRI e al FIR digitale con maggiore sicurezza
Per informazioni, approfondimenti e supporto operativo sul RENTRI, è possibile rivolgersi al partner di sicurezzainazienda.it, Gruppo Polaris di Pinerolo, realtà specializzata in consulenza ambientale, sicurezza sul lavoro e formazione per le imprese.



