Di Giovanni Polidoro – Gruppo Polaris
L’agricoltura continua a essere uno dei settori produttivi con il più elevato livello di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori. L’esposizione a prodotti fitosanitari, l’utilizzo di macchine agricole, il lavoro all’aperto e le attività manuali rendono questo comparto particolarmente delicato sotto il profilo della prevenzione.
Secondo le analisi dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), milioni di lavoratori agricoli nel mondo sono esposti ogni anno a sostanze chimiche che possono provocare intossicazioni acute e malattie professionali, con effetti che talvolta emergono solo dopo molti anni.
Anche in Europa il tema è centrale. Il settore agricolo conta circa 9 milioni di aziende e oltre 13 milioni di addetti, molti dei quali utilizzano o entrano in contatto con prodotti fitosanitari durante le attività di coltivazione e difesa delle colture.
La nuova agricoltura punta sulla prevenzione
Negli ultimi anni l’Unione Europea ha avviato una profonda trasformazione del modello agricolo. Il Green Deal europeo e la strategia Farm to Fork promuovono infatti una progressiva riduzione dell’impiego dei fitofarmaci, incentivando sistemi di produzione più sostenibili e rispettosi della salute delle persone e dell’ambiente.
L’obiettivo non è soltanto diminuire l’impatto ambientale delle coltivazioni, ma anche ridurre i rischi professionali per gli operatori agricoli, spesso esposti durante la preparazione delle miscele, l’irrorazione dei prodotti, la manutenzione delle attrezzature e il rientro nei campi trattati.
La sicurezza sul lavoro diventa così parte integrante della qualità dell’intero processo produttivo.
Il contributo dell’Inail: conoscere i corroboranti
Proprio su questo tema l’INAIL ha recentemente pubblicato il factsheet “Utilizzo di corroboranti per la protezione sostenibile delle colture agricole”, documento che approfondisce una delle possibili alternative ai tradizionali prodotti fitosanitari.
I corroboranti sono sostanze di origine naturale che rafforzano le difese delle piante, migliorano la loro resistenza agli agenti patogeni e contribuiscono a creare condizioni meno favorevoli allo sviluppo di malattie e parassiti. Non sostituiscono completamente gli agrofarmaci, ma possono ridurne significativamente l’utilizzo, soprattutto nelle produzioni biologiche e nell’agricoltura integrata.
Più sicurezza anche per gli operatori
La riduzione dell’impiego di prodotti chimici rappresenta un vantaggio non solo per il consumatore finale e per l’ambiente, ma anche per chi lavora quotidianamente nei campi.
Minori quantità di sostanze pericolose significano infatti una riduzione dell’esposizione professionale durante tutte le fasi operative, diminuendo il rischio di contaminazioni accidentali, irritazioni cutanee, problemi respiratori e patologie correlate all’assorbimento prolungato di agenti chimici.
Naturalmente questo non elimina la necessità di rispettare tutte le misure di prevenzione previste dal D.Lgs. 81/2008: formazione specifica, corretta valutazione del rischio chimico, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, manutenzione delle attrezzature e procedure operative adeguate rimangono elementi indispensabili per garantire la sicurezza degli operatori.
I limiti da conoscere
Come evidenziato dagli esperti dell’INAIL, i corroboranti non rappresentano una soluzione universale.
La loro efficacia dipende infatti dalla tipologia di coltura, dalle condizioni climatiche, dalla pressione dei patogeni e dalle corrette modalità di impiego. Per questo motivo devono essere inseriti all’interno di strategie integrate di difesa delle colture, supportate da competenze tecniche e da un’attenta pianificazione aziendale.
L’innovazione non può prescindere dalla conoscenza scientifica e dalla formazione degli operatori.
La cultura della sicurezza passa anche dall’innovazione
L’agricoltura del futuro sarà sempre più sostenibile, digitale e orientata alla prevenzione.
Ridurre l’esposizione ai prodotti chimici significa tutelare la salute dei lavoratori, migliorare la qualità delle produzioni e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Strumenti come i corroboranti rappresentano un tassello importante di questo percorso, ma devono essere accompagnati da investimenti nella formazione, nell’innovazione tecnologica e nella diffusione della cultura della sicurezza.
Per le imprese agricole la vera sfida non consiste soltanto nel produrre di più, ma nel farlo proteggendo il capitale più prezioso di ogni azienda: le persone che ogni giorno lavorano nei campi.
Sicurezza e sostenibilità devono procedere insieme
L’evoluzione delle tecniche agricole dimostra come sicurezza sul lavoro e sostenibilità ambientale non siano obiettivi contrapposti, ma due aspetti della stessa strategia di sviluppo. Ridurre l’uso delle sostanze più pericolose, adottare pratiche innovative e investire nella prevenzione significa costruire un’agricoltura più moderna, competitiva e capace di rispondere alle nuove sfide del mercato, senza mai perdere di vista la tutela della salute dei lavoratori.



