MUD 2026: nuove scadenze, obblighi e aggiornamenti per imprese e professionisti

MUD 2026: nuove scadenze, obblighi e aggiornamenti per imprese e professionisti

MUD 2026: nuove scadenze, obblighi e aggiornamenti per imprese e professionisti
A cura di Giovanni Polidoro – Gruppo Polaris

Il 5 marzo 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM del 30 gennaio che approva il nuovo modello del MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale), relativo ai dati sui rifiuti prodotti e gestiti nel corso del 2025.

Si tratta di un appuntamento fondamentale per imprese ed enti, chiamati ogni anno a comunicare alle autorità competenti le informazioni sulla gestione dei rifiuti, contribuendo così al monitoraggio ambientale a livello nazionale.

Nuova scadenza: slittamento al 3 luglio 2026

La pubblicazione del decreto comporta lo slittamento del termine ordinario per la presentazione del MUD.

Per il 2026, infatti, la dichiarazione dovrà essere trasmessa entro il 3 luglio 2026, nel rispetto della finestra dei 120 giorni prevista dalla normativa a partire dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La trasmissione deve avvenire esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale dedicato.

Chi è obbligato alla presentazione del MUD 2026

La normativa individua con precisione i soggetti tenuti alla compilazione e trasmissione del MUD. In particolare, rientrano tra gli obbligati:

  • i soggetti che effettuano raccolta e trasporto di rifiuti a titolo professionale, inclusi coloro che trasportano in conto proprio rifiuti pericolosi;

  • i commercianti e intermediari di rifiuti senza detenzione;

  • le imprese e gli enti che svolgono attività di recupero e smaltimento dei rifiuti;

  • i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, salvo specifiche esclusioni previste dalla normativa;

  • le imprese e gli enti con più di 10 dipendenti che producono rifiuti derivanti da lavorazioni industriali e artigianali, attività di recupero e smaltimento, nonché fanghi da potabilizzazione, depurazione delle acque reflue, fosse settiche e sistemi di abbattimento fumi.

Si tratta quindi di una platea ampia, che coinvolge gran parte del tessuto produttivo italiano.

Un modello in continuità, ma sempre più orientato alla digitalizzazione

Il MUD 2026 si colloca nel solco della continuità rispetto agli anni precedenti, mantenendo una struttura ormai consolidata per agevolare le imprese nella compilazione.

Allo stesso tempo, il modello si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione della gestione dei rifiuti, con un progressivo allineamento al sistema RENTRI (Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti).

L’obiettivo è duplice: da un lato semplificare gli adempimenti, dall’altro migliorare la qualità e la tracciabilità dei dati ambientali, rendendo più efficaci le attività di controllo e pianificazione.

Sanzioni: attenzione a ritardi ed errori

Il rispetto delle scadenze e la corretta compilazione del MUD sono aspetti fondamentali, anche alla luce del regime sanzionatorio previsto dalla normativa.

In particolare:

  • la presentazione entro 60 giorni dalla scadenza comporta una sanzione amministrativa da 26,00 a 160,00 euro;

  • la presentazione oltre i 60 giorni, l’omessa dichiarazione o la compilazione incompleta o inesatta comportano una sanzione da 2.000,00 a 10.000,00 euro.

È quindi essenziale che le aziende prestino la massima attenzione alla correttezza dei dati trasmessi e al rispetto delle tempistiche.

Un adempimento strategico, non solo burocratico

Il MUD non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma uno strumento strategico per la gestione ambientale delle imprese.

Una corretta gestione dei dati sui rifiuti consente infatti di:

  • monitorare i propri processi produttivi;

  • individuare margini di miglioramento nella gestione dei rifiuti;

  • ridurre rischi e costi legati a errori o non conformità.

In questo contesto, il supporto di professionisti qualificati diventa un elemento chiave per affrontare l’adempimento in modo efficiente e sicuro.


Giovanni Polidoro
Gruppo Polaris – Consulenza ambientale e sicurezza sul lavoro

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